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Abstract: Il documento esamina la permeabilità dello scudo societario (S.r.l./S.p.A.) per imprenditori e professionisti che accedono a garanzie pubbliche (M.C.C). L'utilizzo di risorse garantite dallo Stato introduce una rilevanza pubblicistica nel rapporto banca-impresa. In caso di danno erariale (escussione della garanzia con assenza di requisiti o uso distorto), la giurisdizione della Corte dei Conti si estende all'Imprenditore, agli Amministratori e ai membri dell’Organo di Controllo, che rispondono in solido con il patrimonio personale.
L’ampio ricorso agli strumenti di garanzia statale, ed in particolare al Fondo di Garanzia per le P.M.I., ha introdotto nel tessuto economico italiano una variabile di rischio spesso sottovalutata. È necessario osservare come l’interposizione della garanzia pubblica alteri la natura sinallagmatica del rapporto banca-impresa. Il finanziamento assistito da garanzia statale, pur restando un rapporto di diritto privato tra banca e impresa, assume tratti incidenti su risorse pubbliche, con conseguente rilevanza pubblicistica delle modalità di accesso e di gestione della garanzia. Tale mutazione investe trasversalmente l’intero spettro dei beneficiari: dalle società di capitali, ove la figura dell’imprenditore spesso coincide con quella dell’amministratore, fino alle realtà manageriali e ai liberi professionisti.
Il punto di maggiore criticità riguarda la tenuta del principio di separazione patrimoniale tipico delle società di capitali. Contrariamente alla percezione comune, lo schermo della S.r.l. o della S.p.A. non offre protezione in presenza di un danno alle finanze pubbliche. LEGGI TUTTO
15 dicembre 2025
